
L’età definitiva
Il romanzo è ambientato principalmente a Palermo, nella borgata di Brancaccio, dove la mafia è una presenza spettrale e invasiva: non si vede, ma si odora. La maggior parte delle vicende si concentra nel biennio 2011-2012 ma il 1992, anno delle stragi di Falcone e di Borsellino, ritorna spesso nella narrazione come trauma personale e collettivo. In tutto il romanzo, il ventennio 1992-2012 si rivela infatti un periodo di passaggio cruciale in cui lumanità galleggia, in attesa di una nuova era o di un abisso definitivo. Il protagonista si chiama Nico Chimenti e racconta, in prima persona, la storia della morte del suo gemello Leo , il Conte Filippo La Porta (Left, 2010 (esplicito riferimento al Conte Mascetti dellindimenticabile film Amici miei di Mario Monicelli). Nico Chimenti è un trentenne ferito, lacerato dallassurdo che lo circonda, un po come Lo straniero di Albert Camus. Il passaggio alletà adulta per lui non è ancora avvenuto e si compie mentre tutto torna ossessivamente allanno della morte del gemello, il 1992, quando Nico e Leo avevano tredici anni: i compagni di scuola, la musica e il pallone, le prime ragazze. Da questo passato inquieto riemergono i ricordi, i misteri e i segreti di famiglia che cambieranno per sempre le sorti del protagonista. Attraverso flashback ed ellissi, la narrazione scorre e affonda in un passato labirintico, una storia di famiglia e violenza raccontata con i toni del grottesco e del paradosso.
La vicenda inizia quando Nico torna a Palermo per il breve periodo delle vacanze di Natale. Nella casa di famiglia ricomincia per lui un dialogo con Palermo e con quello che rimane della sua famiglia, soprattutto la madre Doris, una donna dorigine tedesca, immalinconita dalla vita al punto da farne malattia. Nel frattempo, grazie allaiuto di un vecchio compagno di scuola, Nico prova a restare in Sicilia, riscoprendo le sue radici, i suoi sapori e i suoi odori. Ma nonostante la dolcezza dellIris (il tipico dolce palermitano che Nico addenta ogni mattina, prima del lavoro), la vita palermitana si rivela un pericoloso buco nellacqua. Nico decide di tornare a Roma, portando con sé Simona, un tempo perdutamente inna- morata di Leo e ora compagna di Nico. Ma quando Nico torna nuovamente a Palermo, il passato torna a cambiare le carte in tavola, come un cadavere che si rivolta nella tomba.
Il mondo narrativo di questo romanzo ruota intorno allidea che ognuno di noi ha unetà definitiva: Lassunto è banale: ogni uomo e ogni donna appartiene a un anno preciso, un tempo perfetto, in cui il proprio volto è realmente suo; per il resto della vita, ognuno non fa che inseguire quelletà o rimpiangerla: ecco, quindi, la donna col viso dei dodici anni, le gote gonfie e indecise, lo sguardo né infantile né adulto, condannato ai dodici anni e costretto ad andare oltre; oppure il bambino col broncio del quarantaduenne, lespressione disillusa tra gli occhiali e il labbro, la noia per lo sgocciolio del tempo.
La voce dellautore mima le voci di unItalia che si frantuma e si sfalda in una miriade di mondi irreali, di sogni e di incubi, di delu- sioni e di solitudini, e in cui lamore si presenta ora sotto forma di salvezza, ora dillusione: Le isole non stanno da sole, le isole si cer- cano, tendono a mettersi insieme, e quindi fanno gli arcipelaghi, come delle costellazioni. Infatti neanche le stelle, nel cielo, stanno da sole. Però questo è un altro discorso.
Giuseppe Schillaci mescola bene i tempi e le atmosfere del nomadismo individuale contemporaneo e restituisce un dipinto cinematografico dellItalia, in particolare di Palermo e di Roma: simboli del decadimento, ma anche di una, mai rassegnata, ricerca di radici.