
Dente per dente – Vincitore del Premio Troisi 2017
- Editore
- Fazi Editore
- Collana
- Le Meraviglie
- Pagine
- 218
- Prezzo
- 15,00 €
- Pubblicato
- 30/07/2017
Se Roma ha la GNAM (Galleria Nazionale dArte Moderna), Bologna il MAMBO (Museo dArte Moderna BOlogna) e a Napoli cè il MADRE (Museo dArte contemporanea DonnaREgina), a Varese hanno pensato bene di inaugurare il Mu.CO (Museo darte COntemporanea). Qui, a detta dei critici, sono esposte le peggiori opere dei più grandi artisti contemporanei. Tra le altre, un orribile Warhol, un Dalí terrificante, due drammatici Magritte e un Duchamp inguardabile. Leonardo ci lavora da tre anni. È unassunzione obbligatoria: ha perso due dita in un incidente e insieme alle dita anche i sogni. Ha solo una grande certezza: si chiama Andrea, una ragazza molto cattolica, osservante e praticante, che rispetta alla lettera i dieci comandamenti, non dice parolacce e, soprattutto, non fa sesso. Non fa sesso con lui, però, perché Leonardo, sul punto di farle la sua proposta di matrimonio a sorpresa, la scopre a letto con un altro. Da quel momento, la sua vita va in pezzi. Alla disperazione più nera, tuttavia, segue la vendetta. Leonardo decide di rifarsi su Andrea e sui suoi preziosi comandamenti. Li infrange tutti, sistematicamente, uno dopo laltro. Con unironia corrosiva e una storia scandita da scene esilaranti, Muzzopappa torna a dare il meglio di sé in uninusuale commedia nera, protagonista un tenero quanto agguerrito ragazzo innamorato.
Su Una posizione scomoda:
«Si ride dalla prima allultima riga».
Raul Montanari
«Si ride, e non cè humour senza intelligenza. Bellesordio».
Silvia Bombino, «Vanity Fair»
«La pesantezza e la seriosità sono talvolta una piccola pecca delle opere letterarie italiane contemporanee. Niente di tutto ciò in questo esilarante romanzo di Francesco Muzzopappa. E poiché non cè humour che non si appoggi alla verità, non è errato ritenere che questa favola, più impegnata di quanto non sembri, dica qualcosa anche dellaria cupa di questi tempi. Il tutto con la gentilezza della disperazione».
Olivier Mony, «Le Figaro»
Su Affari di famiglia:
«Affari di famiglia è una piccola tempesta di saette divertenti, battute gustose, scene da umorismo inglese che raramente punteggiano la nostra letteratura. Nel taglio algido e corrosivo dellambientazione cè molto P.G. Wodehouse mentre lumorismo colto e raffinato ricorda Evelyn Waugh. Di certo, qui si ride molto».
Roberta Scorranese, «Corriere della Sera»
«Ci sono delle note di humour inglese in questa commedia satirica che inizia come un vaudeville, particolare per come prende le parti delle donne».
«Libération»





